Palazzo Palmieri ha bisogno di urgenti lavori di manutenzione straordinaria

Franco Muolo LiveYou - Attualità
Monopoli - domenica 05 marzo 2017
Palazzo Palmieri ha bisogno di urgenti lavori di manutenzione straordinaria

Durante un pranzo in un rinomato ristorante di piazza Palmieri, mi sono ricordato che ha fatto benissimo circa tre mesi fa il neo commissario straordinario dell'Asp Romanelli, Marilù Napoletano, a tenere ancora accesi i riflettori sull'omonimo palazzo, intervenendo sulla salvaguardia del prestigioso complesso marchesale per conservare la volontà testamentaria del marchese Francesco Saverio Palmieri e conseguire un interesse esclusivamente collettivo dello stabile. Ma la mia opinione è che, in primis, bisognerebbe pensare a perpetuare la struttura nel tempo. Non basta utilizzare ogni tanto il suo interno per scopi culturali. Perciò, oltre a ridare un afflato artistico al contenitore, a me, come credo anche agli abitanti della zona e ai numerosi turisti che affollanno agni giorno il nostro magico centro antico, sta a cuore l'integrità dello stabile per scongiurarne un crollo, perdere pezzi e per evitare di smarrire, come si dice in gergo, censo e capitale. Dal terremoto del 23 novembre 1980, per quanto mi risulti, il fabbricato è stato interessato soltanto da lavori di ripulitura interna, da una semplice sabbiatura sbiancante alle due colonne (ora nascoste da un velo pietoso) e al magnifico portale d'ingresso (dopo puntellamento, impalcatura e transennamento durati per anni) e nient'altro. Chi volesse avere una visione più ampia dello stato di degrado in cui versa l'edificio dovrebbe farsi una passeggiata tutt'intorno. Vedrebbe numerosi conci di pietra in via di pressoché totale sfarinazione causata dalla salsedine ascendente lungo tutta la zoccolatura e sulle colonne stesse del prospetto in fregio alla piazza. Sulla facciata di fianco al tunnel che immette su vico delle Palme appaiono vistose lesioni e alcune finestre tompagnate da tufi in avanzato stato di decomposizione. Ugualmente si riscontra lungo lo stesso vico l'altra facciata, rigonfia e trattenuta da antiche catene-tiranti orizzontali di tenuta arrugginite (analoga situazione si rileva sul prospetto dell'angusta via del Vento). Sono convinto che alla collettività importi relativamente l'attività che vi si potrà svolgere in futuro, per quanto nobile possa essere considerata, se questa dovesse essere esercitata sotto rischio costante di crollo. Credo, a mio modesto parere, che sia necessario intervenire in maniera più incisiva ora e subito. Senza aspettare che il palazzo rovini per mancanza di un'adeguata manutenzione. Militando in passato in alcuni comitati locali ho potuto verificare di persona che l'incisività della cosiddetta società civile aumenti nel combattere istituzioni riottose, mentre diminuisce quando queste assumono atteggiamenti ponziopilateschi. Le civiche amministrazioni, quando si tratta di imporre tassazioni e recuperare balzelli dalle tasche dei cittadini, convocano il consiglio comunale d'urgenza. Nel caso in specie non comprendo perché mai non si possa e non si debba intervenire autorevolmente presso chi di dovere (Regione, Soprintendenza, Città metripolitana, FAI ecc...) con l'intento mirante a tutelare la staticità e la regolare manutenzione dell'edificio e assicurare al meglio la sua nobile destinazione

Altri articoli
Gli articoli più commentati
Gli articoli più letti