Aspettando gli Zen Circus
Seconda serata del Dirockato
Seconda serata del Dirockato
Federica Rotolo
Archiviata la domenica, la seconda serata del Dirockato ha visto un totale cambiamento di musicalità: noise ed elettronica sono state le linee direttrici delle abbondanti quattro ore di musica che hanno riempito l’Area Pagano. Tutti gli artisti, inoltre, con evidente contrasto rispetto al primo giorno di esibizioni, hanno cantato esclusivamente in inglese. L’affluenza è stata certamente minore rispetto al primo giorno, forse a causa delle peculiarità delle formazioni musicali.
I primi a salire sul palco sono stati i tranesi Eels On Heels, sperimentatori del genere elettronico-alternativo. Atmosfere metalliche e oniriche, echi lontani, bassi intensi sono stati gli elementi con cui questi quattro ragazzi hanno aperto la serata.
Subito dopo è stata la volta dei We love you, band rock di tre elementi proveniente da Bari. Un rock grezzo, morbido e pieno di ritmo che ha certamente intercettato le preferenze musicali di buona parte del pubblico per la mezz’ora in cui c’è stata l’esibizione.
Ed ecco il turno dei beniamini di casa, La Biblioteca Deserta, band strumentale di cinque monopolitani sulla scena dal 2006. I brani eseguiti provengono dal loro ultimo album, che ha visto una notevole evoluzione del loro sound, prima un post-rock più simile alle atmosfere di Sigur Ros, Mogway, Muse e Coldplay, ora più elettronico, meditativo e in un certo senso più sperimentale.
Tra le band “evento” della serata i primi ad esibirsi sono stati i Soviet Soviet, band emiliana punk rock-idol, che si è distinta per la possente batteria, la particolare voce del cantante e il ritmo quasi marziale delle liriche.
Piacevole sorpresa della serata sono stati i Drink to me, quattro torinesi eclettici e bizzarri che hanno messo la definitiva impronta “sperimentale” all’evento; a causa di un loro ritardo hanno effettuato un breve soundcheck che ha leggermente rallentato il ritmo serrato delle esibizioni. Il pubblico si è fatto trascinare da un’elettronica piena di elementi psichedelici ed eterei; tastiere, chitarra, basso, elettric drums, batteria, voce modificata, pur sembrando elementi poco compatibili tra loro per le nostre orecchie, abituate a musica confezionata dalle major company, hanno emozionato e coinvolto tutti con il loro intrecciarsi e lasciarsi. Urla, sussurri, ripetizioni, xilofoni, tamburelli e grancasse sono stati lo sfondo principale della musica dei Drink to me.
Stasera si concluderà la kermesse: special guest gli Zen Circus.