Proposta la cancellazione della norma che regolamenta le aperture delle attività commerciali durante le festività

Polemiche per il mercato del Primo Maggio

Polemiche per il mercato settimanale che apre nel giorno della Festa dei Lavoratori. La liberalizzazione sta producendo malumori tra le attività commerciali. La Confesercenti chiede più la concertazione tra le parti.

Attualità
Monopoli martedì 01 maggio 2018
di Ruben Rotundo
Mercato settimanale del martedì - via Pisonio
Mercato settimanale del martedì - via Pisonio © Ruben Rotundo

Martedì Primo Maggio, il mercato si fa. Nonostante sia la Festa dei Lavoratori, il mercato settimanale si è tenuto regolarmente questa mattina. Ciò si scontra con l’ordinanza comunale che prevede che nel caso in cui il mercato cada in un giorno festivo, venga anticipato o posticipato al primo giorno utile feriale.

L’articolo 14 del Regolamento sul Commercio delle Aree Pubbliche regolamenta l’apertura durante le festività, ma c’è una proposta di delibera per cancellarlo. Se tale proposta non sarà votata in consiglio comunale entro 120 giorni diventerà effettiva. Ma evidentemente non ci sono i tempi per portarla in Consiglio.

«Purtroppo, come accade sempre nelle date, oltre quelle domenicali, come il Primo Maggio, avviene sempre una divisione fra l’imprenditore ed il dipendente – dichiara il delegato locale della Confesercenti Rocco Di Meo – Noi siamo sempre quelli di un ritorno alla concertazione tra le parti, per scegliere la soluzione migliore in base al territorio, così come veniva fatto un tempo, e non lasciare questa forte liberalizzazione. La legge regionale che regolamenta il commercio prevede che deve essere espressamente chiesto il parere alle associazioni di categoria per fare la scelta più oculata. In questo caso, è venuta meno la concertazione».

La legge Monti del 2011 ha liberalizzato il mercato creando però notevoli disparità e situazioni difficili. Ora, gli imprenditori arbitrariamente possono aprire e chiudere a piacere, i dipendenti lavorano continuamente senza più la differenza tra giornate ordinarie, straordinarie, festive o prefestive, ed i clienti vivono in uno stato di confusione tra aperture ordinarie e straordinarie di alcuni esercizi commerciali a discapito di altri.

Ovviamente, chi soffre maggiormente questa situazione sono i negozi di vicinato che non possono competere con la grande distribuzione che può permettersi di aprire durante i festivi.

È già in atto una polemica a livello nazionale in merito all’apertura dei centri commerciali che in questi giorni ha spinto i dipendenti a dichiarare anche lo sciopero. Sembra che ci sia anche un disegno di legge che possa modificare in qualche modo la normativa del 2011, ma al momento nessuno può vararla. Intanto, insorgono i sindacati e le associazioni di categoria.

Bisogna capire se effettivamente la liberalizzazione delle aperture degli esercizi commerciali dia un vantaggio economico a tutti le parti coinvolte. Bisognerebbe calcolare se effettivamente tutte le spese vengano ampiamente coperte dai ricavi e ci sia il guadagno. Se si facessero bene i conti, anche con gli utenti, probabilmente i risultati ci sorprenderebbero. Il confronto con le attività del territorio è fondamentale.

Lascia il tuo commento
commenti