Cresce il bacino d’utenza ma i servizi sono carenti

Bocciato il San Giacomo dall’agenzia Agenas

Il Comitato delle Associazioni per la Difesa delle Strutture Sanitarie Cittadine chiede le dimissioni del direttore della ASL

Attualità
Monopoli lunedì 14 maggio 2018
di Ruben Rotundo
Ospedale San Giacomo
Ospedale San Giacomo © n.c.

L’Agenas, l’agenzia che monitora le strutture sanitarie, sembra che abbia bocciato l’ospedale di Monopoli.

A darne notizia il coordinatore del Comitato delle Associazioni per la Difesa delle Strutture Sanitarie Cittadine, Angelo Giangrande.

In una nota, il comitato critica fortemente l’operato di chi gestisce la sanità in Puglia; inoltre, chiede le dimissioni del direttore della ASL di riferimento, il dott. Vito Montanaro, in quanto sembra non aver rispettato le sollecitazioni e le promesse fatte nelle sedi preposte.

La situazione del nosocomio monopolitano è un po’ particolare: tra Bari è Brindisi, Monopoli è la città più grande e si estende in un’area che va dal mare all’entroterra costellata di paesi, contrade e zone rurali. Ha quindi un bacino d’utenza naturalmente piuttosto ampio, che però d’estate raddoppia.

L’accorpamento degli ospedali e dei reparti voluto negli anni dalla Regione Puglia ha spinto l’ospedale di Monopoli ad essere un importante centro di riferimento nella zona, peraltro facilmente raggiungibile. Ma alla crescita progressiva della copertura del territorio non è seguito un adeguato ampliamento della struttura, anzi, è stata depauperata periodicamente di reparti, di primari e personale medico-sanitario.

Questa situazione, spesso, crea affanni e disagi nella gestione delle emergenze. Il pronto soccorso raccoglie ogni giorno un gran numero di pazienti anche dai paesi vicini, costringendo il personale ad un superlavoro, mentre i pazienti in attesa sono costretti ad attendere ore, anche per una semplice dimissione.

È giusto dire che il personale del pronto soccorso è altamente specializzato, ma sono pochi e la struttura non consente di visitare più pazienti contemporaneamente. Se poi è necessario fare esami più accurati, i tempi da lunghi diventano biblici.

La realizzazione del nuovo ospedale che sarà costruito tra Monopoli e Fasano non aiuta a risolvere questa situazione, anzi la aggrava ulteriormente, perché raccoglierà i pazienti di due città oltre a quelli di altri centri più o meno vicini. Anche se la scelta dell’area ha sollevato alcune criticità che però sono state poi chiarite, l’abilità del consigliere regionale fasanese Fabiano Amati ha permesso di unificare i due ospedali, salvando di fatto l’esistenza dell’ospedale di Fasano.

Monopoli, invece, da tanti anni non riesce ad avere rappresentanti nel consiglio regionale, per cui la politica locale ha difficoltà a sostenere le proprie necessità.

Ma la storia del nuovo ospedale di Monopoli ha radici antiche. Il prof. Walter Laganà, già due volte sindaco di Monopoli, chiaramente ricorda che il vecchio piano regolatore dell’arch. Piccinnato aveva ubicato il nuovo nosocomio cittadino in contrada Mozzo, sulla via per Conversano e nei pressi dello svincolo della SS16. La zona era già allora servita ed il costo per la sua realizzazione era accettabile. La politica e la burocrazia poi frenarono tutto.

Ora è necessaria una volontà politica per spostare il progetto, ma ci sono tanti interessi per non farlo.

Nel frattempo, i pazienti devono restare pazienti.

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