L’Ufficio di Monopoli era a rischio di chiusura

Salvato il Giudice di Pace

Il Comune di Polignano aveva richiamato un cancelliere ma al termine di una riunione, è tornato tutto come prima

Attualità
Monopoli giovedì 17 maggio 2018
di Ruben Rotundo
Giudice di pace
Giudice di pace © n.c.

L’Ufficio del Giudice di Pace era a rischio di chiusura, ma grazie ad una riunione chiarificatrice, il pericolo è subito rientrato.

A spiegarci quanto è accaduto è l’avv. Massimo Mastronardi, consigliere comunale con delega al Personale, Contezioso e Polizia Locale, che ha seguito da vicino la vicenda.

Ricostruiamo il caso. Il governo Monti (2011-2013) con la “spending review” autorizzò la chiusura delle sezioni distaccate e periferiche dei tribunali in tutta Italia, accentrando tutto nei capoluoghi. Per mantenere aperto almeno l’Ufficio del Giudice di Pace, i Comuni dovevano sostenere le spese della struttura e del personale. Per fare ciò, potevano anche chiedere la collaborazione dei paesi vicini.

È quanto fatto dal Comune di Monopoli che ha mantenuto aperto l’Ufficio con la partecipazione di Polignano a mare.

«Il presidio giudiziario – ci spiega Massimo Mastronardi – lo abbiamo mantenuto con una determina, la numero 743 del 18 giugno 2015, dove è stato definitivamente costituito il Giudice di Pace in convezione tra Monopoli e Polignano. La pianta organica prevedeva un direttivo, due cancellieri ed un messo. I due Comuni hanno invece individuato per l’Ufficio un direttivo, due cancellieri e due messi. Nella convenzione, Polignano collabora sostenendo il 23% delle spese, mentre Monopoli versa il 77%. Questo è stato fatto in base alla popolazione.

La chiusura del Giudice di Pace avrebbe portato il trasferimento di tutte le competenze all’Ufficio di Bari, ubicato nel quartiere San Paolo. Quindi, anche per una semplicissima sanzione amministrativa sarebbe stato necessario percorrere 50-60 km. Un grave danno per i cittadini oltre al prestigio di aver perso un ufficio giudiziario importante.

Il Comune di Polignano ha messo a disposizione un cancelliere, mentre Monopoli ha provveduto alle restanti figure e si è accollato tutte le spese. Attualmente il mantenimento costa annualmente ad entrambi i circa 160mila euro, di cui circa 30mila versati da Polignano. Ora è previsto un aumento delle competenze del Giudice di Pace, c’è già una bozza di decreto, sia per valore, (oggi ha un valore sino a 5mila euro), e sia per materia. Si parla, per esempio, di affidamento della volontaria giurisdizione, dell’amministrazione di sostegno e delle esecuzioni mobiliari.

Oltre che nel civile, aumenteranno anche le competenze in ambito penale. Se, per esempio, oggi la minaccia semplice è trattata con il Giudice di Pace, con la nuova riforma sarebbe trattata anche la minaccia grave.

Circa una ventina di giorni fa, il Comune di Polignano ha fatto richiesta di riprendersi la risorsa umana. È chiaro che questa situazione avrebbe creato gravi problemi. Con un volume oggi di 552 pendenze civili e 118 penali, c’era anche il rischio di interruzione di pubblico servizio».

Con questi numeri e con l’aumento delle competenze, è evidente che i disagi sono concreti ed anche piuttosto imminenti.

«Certamente. Così abbiamo interessato la classe forense, che si è subito attivata per frenare la richiesta. Successivamente, c’è stato un incontro chiarificatore tra i nostri dirigenti e quelli di Polignano. Qualche giorno fa c’è stato un incontro, a cui ho partecipato anch’io, tra il presidente del Tribunale, il dott. Nicola Magaletti, il segretario generale di Monopoli, la dott.ssa Christiana Anglana, il direttivo, la dott.ssa Margherita Diana, il segretario generale del Comune di Polignano, il dott. Vittorio Francesco Ercole Nunziante, ed il dirigente dell’Area Finanziaria di Polignano, il dott. Nicola Vitto.

Siamo arrivati alla conclusione che l’obiettivo non era quello di sottrarsi alla convenzione, ma era quello di riprendersi l’unità, per carenza di personale, in sostituzione delle risorse economiche. A quel punto, abbiamo fatto notare che non serviva il denaro ma il personale. Il sig. Giacomo Carone è stato formato per il ruolo di cancelliere del Giudice di Pace a spese nostre. La sua mancanza potrebbe causare un’interruzione di pubblico servizio. Così, Polignano ha capito le esigenze e l’amministrazione si è subito attivata per produrre un atto di revoca della revoca dell’unità di personale. In questo modo, abbiamo scongiurato ogni pericolo».

Lascia il tuo commento
commenti