Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Parma: si chiude la XXVIII edizione del Corso Superiore di Pasticceria

Alta pasticceria: ALMA “sforna” 53 nuovi professionisti. C’è anche Monopoli

Tra i migliori studenti, quattro sono pugliesi. Una monopolitana, la più giovane del corso

Attualità
Monopoli sabato 09 giugno 2018
di Ruben Rotundo
La monoporzione al gianduia e limone. Il dolce che ha permesso a Manuela Manna di ottenere il diploma di
La monoporzione al gianduia e limone. Il dolce che ha permesso a Manuela Manna di ottenere il diploma di "Professionista della Pasticceria Italiana" © Manuela Manna

Alta scuola di pasticceria a Parma per 53 studenti italiani, 22 uomini e 31 donne, che hanno ottenuto il diploma di “Professionista della Pasticceria Italiana”. Un corso importante, quello, tenutosi nella Scuola Internazionale di Cucina Italiana, che dà ulteriore lustro alla cucina italiana ma soprattutto alla grande pasticceria, sempre amata ed apprezzata in tutto il mondo.

Il percorso formativo è durato sette mesi, tra teoria e pratica in strutture prestigiose, da ristoranti tre stelle Michelin come “Le Calandre” e “Da Vittorio” a veri e propri templi della pasticceria d’autore come “Atelier Biasetto”, “Besuschio”, “Knam”, “La Martesana”, “Pina” e “Rinaldini”.

Il settore oggi è in forte sviluppo. Nel 2017, secondo Excelsior-Unioncamere, ci sono state 16.830 nuove assunzioni e, per il 95% degli intervistati, si ricerca personale altamente qualificato e formato.

La XXVIII edizione del Corso Superiore di Pasticceria di ALMA si è conclusa a fine maggio. La giuria presieduta dai Maestri indiscussi dell’arte pasticcera Iginio Massari e Gino Fabbri ha individuato nella cuneese Desirée Conidi e nella cremonese Patrizia Fontana i migliori studenti in assoluto del corso. Ma c’erano anche 4 pugliesi, due salentini, un foggiano ed una monopolitana.

La monopolitana Manuela Manna ha imparato nuove tecniche ma ha anche stupito i maestri pasticceri con alcune sue creazioni.

«Finito l’istituto alberghiero, ho deciso di andare a questa scuola rinomata. Mia madre mi ha dato la possibilità di andare a Parma. Lì ho fatto i primi 3 mesi e mezzo, dove ti insegnavano tutte le basi e poi ti mandavano in stage per altri 4 mesi. Sono andata in una pasticceria a Verbania, sul lago Maggiore. Poi siamo rientrati per fare l’esame finale. Bisogna superare tre esami per poter conseguire il diploma da pasticcera professionista».

Adesso?

«Adesso devo cercare il lavoro. Perché l’ALMA ti indirizza, ti dà un sito a cui rivolgersi, però poi sta a te trovare lavoro».

Con quale dolce hai ottenuto il diploma?

«La monoporzione al gianduia e limone. È il dolce che hanno apprezzato di più perché è un po’ particolare, fatto da diversi strati, ed il contrasto tra cioccolato e limone che non tutti apprezzano».

Pensi di rimanere a Monopoli?

«Non credo. Penso di uscire dall’Italia perché qua non ci sono molte possibilità».

Quanti anni hai?

«Ho compiuto 19 anni. Ero la più piccola del corso, composto da 53 persone. Ovviamente alcuni hanno abbandonato il percorso perché non se la sentivano, in quanto è stato molto impegnativo».

In quanti siete arrivati alla fine?

«Siccome hanno accettato quelli che hanno partecipato al corso precedente, alla fine all’esame finale siamo arrivati in 54. Due hanno abbandonato durante lo stage, tre durante il corso. Non ce la facevano».

Le pressioni sono tante a quei livelli?

«Sì, perché sei operativo già alle 5 del mattino, sei a scuola tutto il giorno; poi ci sono gli esami scritti ed orali da preparare. È come se fosse un’università, non è solo pratica».

Qual era il livello degli altri partecipanti?

«In tutta onestà, pensavo fosse più difficile. Altri avevano avuto già esperienze ma io ero appena uscita da scuola e non sapevo se ero in grado di partecipare e di reggere il ritmo e la “concorrenza”. Pensavo peggio…».

Insomma, un bel biglietto da visita per la giovane Manuela Manna che, viste le abilità e la perizia dimostrate durante tutto il corso, presto potrebbe diventare una vera star nell’arte culinaria e pasticcera ai massimi livelli.

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