L’evoluzione della vocazione di una città

Monopoli, tra turismo e movida, il giusto equilibrio

Rifiuti, schiamazzi e decoro non fatto un centro turistico, ma il rispetto e qualche piccolo accorgimento danno continuità e stabilità

Attualità
Monopoli sabato 11 agosto 2018
di La Redazione
Centro storico Monopoli
Centro storico Monopoli © val nin

Sembra che i monopolitani si siano divisi in due fazioni: i pro ed i contro movida e turismo.

È evidente che l’impennata di turisti in città, grazie, ed è innegabile, ad una politica accorta in questo senso negli ultimi anni, ha “spiazzato” i cittadini meno adattabili ai cambiamenti. È anche vero che forse la città non è ancora pronta ad offrire una serie di servizi che possano rendere una vacanza indimenticabile. Ma si sta cercando di correre ai ripari intervenendo, in qualche modo, ogni volta che ci siano delle criticità evidenti.

C’è anche da dire che i turisti e gli amanti della movida non sanno oppure dimenticano che Monopoli è una città e come tutti le città ha delle regole, è città turistica ma non è una località balneare.

In tanti ci hanno segnalato l’abbandono di bottiglie e bicchieri nelle strade, schiamazzi in zone residenziali, comportamenti ed abbigliamento non proprio consoni ad una città.

Ora, senza scadere nel “puritanesimo”, è evidente che abbandonare i rifiuti dei gozzovigli della sera prima per strada non è certo un buon biglietto da visita per i turisti; se poi si sparge la voce che Monopoli è la città dove tutto è permesso, è ovvio che potrebbe diventare un posto poco frequentato da un certo tipo di turisti ma ambitissimo da un’altra tipologia che non porta “denaro”, per la gioia dei tanti “puritani” locali.

Qualche monopolitano ha immortalato immagini non proprio eteree in costume da bagno a spasso per il centro, in alcuni casi inguardabili che farebbero rabbrividire chiunque. C’è una legge che impone un certo decoro in città, più flessibile nelle località balneari.

Monopoli sta investendo tanto nel turismo, anche e soprattutto di qualità, è giusto che sia così. Noi popoli del Sud siamo i primi nell’accoglienza, ma nel turismo dobbiamo imparare a “coccolare i turisti” ma anche a “coccolare noi stessi”. Evitiamo di scadere nel ridicolo, perché quando noi andiamo in vacanza accettiamo incondizionatamente le regole dei posti che visitiamo, senza diritto di replica.

Già fuori dalla Puglia, c’è sempre qualcuno che ridendo chiede: «Ma a Monopoli avete il Parco della Vittoria? Dove tenete le carte degli Imprevisti e delle Probabilità». Essere ancora identificati in questo modo non credo che sia la massima aspirazione. Se da qualche tempo la nostra città è esposta su alcuni pannelli nel metrò di Milano può voler dire anche qualcosa?

Lascia il tuo commento
commenti