Monopoli nel segno della continuità politica

Amministrative 2018. Si ritorna al lavoro

Dopo la complessa e dura campagna elettorale si pensa ora a ripartire

Politica
Monopoli martedì 12 giugno 2018
di Ruben Rotundo
monopoli aerea
monopoli aerea © n.c.

Come ogni campagna elettorale, ci sono i vincitori ed i vinti, chi è felice del risultato e chi no.

A distanza di più 24 ore dal termine dello spoglio e dalla vittoria di Angelo Annese, nuovo sindaco di Monopoli, bisogna fare qualche riflessione.

La campagna elettorale non è stata facile, come sempre, ma questa volta la competizione politica si è trasformata in rabbia, in insulti anche eccessivi ed insensati, pur di dimostrare che l’avversario politico di turno non fosse adeguato al ruolo di sindaco.

E questo, probabilmente ha fatto la differenza. Perché i cittadini, gli elettori, evidentemente hanno capito ed hanno agito di conseguenza. Infatti, il dato importante è che dopo 10 anni di un’amministrazione di centrodestra, nonostante tutto, polemiche, problematiche irrisolte, situazioni imbarazzanti e sospette, Monopoli ha deciso di riconfermare per la terza volta il centrodestra. Prima volta in assoluto per la città. Viene da pensare che evidentemente l’amministrazione uscente non sarà stata poi così male come è stata dipinta dagli avversari politici in campagna elettorale, oppure che gli avversari politici non sono stati poi così convincenti e così propositivi. Difficile poi pensare di aver ipnotizzato 44mila elettori.

D’altro canto, la campagna denigratoria, anche sui social, che ad un certo punto qualcuno ha attuato, evidentemente ha sortito l’effetto contrario. Gli insulti hanno stancato. E questo è un altro dato che gli sconfitti dovrebbero analizzare attentamente per poter affrontare i prossimi confronti politici.

Altro dato, è l’assenza, quasi inconsistente, di una vera opposizione in consiglio comunale, che non è mai riuscita ad alzare la voce per difendere i diritti dei cittadini. È vero, era netta la minoranza ma gli spazi di manovra c’erano comunque. Quando Romani era all’opposizione insieme a Tonio Rossani, è sempre riuscito a puntare i piedi, anche quando era solo contro tutti, fino a raggiungere i risultati che conosciamo.

Oggettivamente, bisogna ricordarlo, è chiaro che i cittadini non sono stupidi, forse volubili, ma non stupidi. Hanno premiato probabilmente l’empatia, forse i programmi, o la continuità e la stabilità amministrativa.

I sostenitori dei vari candidati, poi, erano l’espressione manifesta dell’atteggiamento politico della propria parte. In alcuni casi, il lato peggiore. Probabilmente, l’elettorato era diventato anche insofferente alle varie manifestazioni di “verità assoluta”. Ora, qualcuno dirà che chi ha vinto ha comprato i voti, ha vinto in maniera disonesta; per questo motivo, chi ha elementi concreti a riguardo deve rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine. Ne ha pienamente diritto.

Le polemiche e le accuse forse hanno un po’ stancato i cittadini che da tempo sono disillusi della politica ma cercano evidentemente nella continuità amministrativa una stabilità sociale. Ma anche un riscatto.

Le forze politiche sconfitte devono far tesoro di quanto sia accaduto ed imparare a rapportarsi alla città in maniera diversa, più concreta, puntando sui fatti, su ciò che si vuole fare è non su ciò che hanno fatto gli altri.

I vari candidati ad un certo punto della campagna elettorale hanno perso i punti di riferimento. Hanno puntato solo ad affossare il nemico politico.

Le liste erano, in alcuni casi, improponibili, nel senso che erano piene di nominativi che non avevano una evidente preparazione politica tale da affrontare un’elezione. Anche loro sono stati fagocitati dal perverso gioco della politica, provocando più danni evidenti che piaceri.

Nuccio Contento aveva tutte le carte per poter diventare sindaco ma evidentemente le ha sprecate soprattutto quando ha iniziato ad attaccare il centrodestra ed i grillini, fino all’ultimo.

Il Movimento Cinque Stelle non è riuscito a sfruttare bene il risultato nazionale, probabilmente perché sono stati fatti degli errori soprattutto prima della campagna elettorale, perché alcune scelte importanti fatte hanno evidentemente portato a questo risultato.

Revolution Monopoli ed Il Popolo della Famiglia, nonostante gli sforzi, non avevano le spalle così ampie e così forti per potersi presentare ad una competizione elettorale così dura. Avrebbero dovuto meglio costruire prima le basi.

Angelo Annese ha vinto perché forse più di altri è riuscito a raggiungere i monopolitani, ad entrare in sintonia con i loro bisogni. Soprattutto non aveva la necessità di attaccare gli altri. La presenza di Romani era inevitabile, ma parlar male di lui e poi votarlo sembra la tipica mentalità levantina monopolitana.

Ogni situazione è figlia del suo tempo. Monopoli è una città strana, promuove e boccia continuamente la propria classe politica, la critica fortemente ed aspramente ma poi la elegge. È difficile fare previsioni, perché è una città volubile ed è capace di rapide e violente inversioni ad U se c’è qualcosa che improvvisamente non gradisce.

Ma è purtroppo la nostra città, la amiamo e la odiamo, così come la nostra classe politica.

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