Le origini

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Antonella Mesto

Per Monopoli, come per tutte le città che si affacciano su questa linea di costa, il mare diventa l’interlocutore essenziale e privilegiato per addentrarsi nei suoi processi di civiltà.
Basta guardare il supporto orografico sul quale insiste per comprendere le ragioni che hanno portato all’insediamento e allo sviluppo del centro urbano.
Si tratta di una consecuzione di insenature della costa che, nel tempo, hanno consentito validi approdi alla sua flotta.
Per l’abitato iniziale fu scelta una insenatura con la peculiare caratteristica di avere, verso est, una penisola con andamento avvolgente, quindi con enormi prerogative di difesa.
La Tabula Peutingeriana, una copia del XII-XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero al tempo di Teodosio I, ci dice che questa insenatura era chiamata Portus Pevie. Aveva una curiosa forma ad imbuto: l’imboccatura era larga una cinquantina di metri e occupava l’attuale Cala Porto e piazza Garibaldi, per poi proseguire per circa 250 metri in forma di stretto canale lungo la via S. Caterina, continuando per via S. Martino e S. Domenico, fino a lambire il luogo dove attualmente sorge il palazzo vescovile.
Le più antiche tracce umane portate alla luce nel corso di un cantiere di scavo risalgono a 20.000 anni fa e sono state rinvenute nella Gotta delle Mura, presso Porto Rosso. La costa costituiva un rifugio sicuro, per la grande quantità di grotte e anfratti presenti nelle calette.
I primi segni di un insediamento più stabile sono da riferire invece all’età del bronzo.
Le indagini archeologiche effettuate al di sotto della Cattedrale, negli anni ’80, hanno portato alla luce segni di palificazione scavati nella roccia, la cui pulitura ha consentito il recupero di resti di intonaco di capanna e di frammenti di impasto preistorico, nonché di abbondante ceramica ad impasto che documentano l’esistenza di un insediamento di capanne da inquadrare durante l’età del bronzo.
E’ possibile dunque che anche il porto abbia incominciato ad animarsi nello stesso periodo.
Altri reperti e tombe venute alla luce durante quella campagna di scavo ci informano che il centro fu attivo almeno fino al III secolo a.C. Storicamente potremmo collegare questi ritrovamenti con il forte sviluppo dei traffici marittimi che nel V secolo a. C. interessò l’Adriatico e supporre che il porto ne fosse in qualche modo coinvolto. Infatti, in seguito all’espansione dei siracusani nel Tirreno a discapito della potenza etrusca e dopo la presa di Egina da parte di Atene, questi due popoli  fecero dell’Adriatico il centro dei propri interessi commerciali, e la città etrusca di Spina divenne l’emporio più importante. Successivamente, in seguito alla sconfitta di Alcibiade nel 415 a. C.  la stessa Siracusa iniziò la penetrazione in questi mari, fondando Ancona e prendendo Adria.
Meno facili da comprendere sono le ragioni del declino del piccolo centro messapico. Forse la presenza romana rese più sicura la costa orientale dell’Adriatico e la sosta nel nostro porto non si rendeva più necessaria; forse la crisi sociale, che nella metà del I secolo a. C. travolse la Puglia, non risparmiò nemmeno Monopoli.

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