I Normanni

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Antonella Mesto

Dopo il Mille, i Normanni (uomini del nord) giunsero a gruppi nell'Italia meridionale sia nelle vesti di pellegrini diretti verso i luoghi santi della cristianità, sia come mercenari pronti a combattere per un pezzo di terra. Fu facile, per loro, inserirsi nelle lotte interne di longobardi e bizantini, ottenendo ben presto terre e benefici.
I primi giunsero in Puglia assoldati durante il periodo della rivolta antibizantina capitanata da Melo: era un contingente proveniente dalla Normandia, che, dopo il soffocamento dell’insurrezione, entrò al servizio di alcuni signori locali.
Nel 1042, chiamati ancora in Puglia a fronteggiare nuove insurrezioni locali, i condottieri normanni riuscirono questa volta a sconfiggere i bizantini e ad ottenere il controllo dei territori conquistati.
Guglielmo D’Altavilla, detto Braccio di Ferro divenne conte di Puglia.
Nel torno di pochi anni dunque, lo scenario politico dell’Italia meridionale venne completamente stravolto. I Normanni giocavano un ruolo sempre più importante nell’equilibrio della penisola, al punto che il papato, non potendone più ignorare la forza decise di creare con questi una nuova alleanza, in funzione antibizantina, soprattutto in seguito allo scisma che nel 1054 separò definitivamente la chiesa di Roma da quella greca e le vicende della lotta per le investiture.
Nel 1059 a Melfi, Roberto il Guiscardo e Riccardo D’Aversa prestano giuramento di fedeltà feudale a papa Niccolò II, diventando vassalli della chiesa. Riccardo era già stato riconosciuto principe di Capua; Roberto assunse il titolo di duca di Puglia e di Calabria.
Monopoli venne affidata al governatore Toutebone (o Ugo di Bone o ancora Hugo Toute Bone).
L’arrivo di questa una forza politica determinò un profondo cambiamento, destinato a stravolgere per sempre l’aspetto della città.
Il porto-canale, elemento generatore della Monopoli urbana venne gradualmente insabbiato fino alla sua definitiva scomparsa. Non si conoscono con esattezza le motivazioni di questa scelta sciagurata ma l’ipotesi più probabile è da riferire a motivazioni di difesa nei confronti della flotta bizantina.
La storia della città tramanda inoltre un altro importante avvenimento legato a quegli anni. E’ il 1059 e una nave amalfitana naufraga nei pressi del porto a causa di una violenta tempesta. I membri dell’equipaggio, in segno di devozione verso la Madonna scavano nei pressi della scogliera una piccola chiesetta nella roccia che dedicano a Santa Maria, detta poi degli Amalfitani.
Intorno a quella chiesa si svilupperà ben presto un nuovo quartiere, detto pittagio Claudorum, con una natura essenzialmente commerciale, legato alle repubbliche marinare di Amalfi, Venezia e di commercianti di diverse parti d’Italia.
La città era dotata di almeno tre porte: Porta Castri, la più importante delle tre, dava l’accesso verso l’entroterra e affiancava una roccaforte, probabilmente un piccolo castello di origine greca, in seguito ampliato dai Longobardi, dai Normanni e dagli Svevi. Di questo antico castello si hanno delle tracce confuse. Le fonti a disposizione ci dicono che venne abbattuto nel XV secolo in seguito a delle sommosse popolari, prima della costruzione del nuovo castello.
La seconda era detta Porta della marina e si affacciava sul porto-canale; la terza invece si chiamava Porta Phoca e risaliva con tutta probabilità ad un lasso di tempo che oscilla dal VII al X secolo.
.All’interno delle mura le chiese più importanti erano quella di S. Pietro, citata con l’appellativo in medio civitatis oppure in medio urbis, San Salvatore ed un tempio sotterraneo dedicato a Mercurio, tempio che con l’avvento del cristianesimo divenne chiesa e fu dedicata a S. Mercurio. Questo luogo sacro lascerà presto il posto all’edificazione della chiesa più importante della città: la Cattedrale. I lavori iniziarono nel 1107 sulla spinta del vescovo Romualdo che probabilmente aveva valutato l’inadeguatezza della vecchia chiesa e voleva allo stesso tempo festeggiare la dipendenza della Diocesi alla Sante Sede, ottenuta nel 1091 dopo molti anni di subordinazione a Brindisi.
La tradizione vuole che i lavori rimasero a lungo fermi a causa della mancanza di travi per completare il tetto. Furono ultimati solo nel 1117 quando nel porto della città venne ritrovata un’icona della Madonna, trasportata da una zattera fatta di travi pregiate, utilizzate per finire la copertura della chiesa.
Fuori città venne intanto avviata la costruzione di un edificio strategico per l’utilizzo e il ruolo che ebbe nel tempo. Nel 1085  Goffredo d’Altavilla, Conte di Conversano, fece erigere a sud di Monopoli, su una penisola circondata da due cale naturali, una fortificazione, che divenne prima convento di monaci benedettini cistercensi, poi commenda dei Cavalieri di Malta (dal 1317 al 1435) quindi Baliaggio ed infine proprietà privata. Parliamo del monastero di Santo Stefano.
Il suo fascino risiede ad oggi nella natura ambigua che sempre la contraddistinse; divenne infatti detentore di una pluralità di funzioni: monastero, castello, porto mercantile, centro operativo commerciale, centro operativo agricolo ed infine espressione di un incondizionato potere politico.

La città

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

Vai alla sezione

Volantini

Le migliori offerte in città e dintorni.

Vai alla sezione

Meteo

Consulta le previsioni meteo della tua città fino a 5 giorni grazie ai dati aggiornati del nostro bollettino metereologico.

Vai alla sezione

Strumenti di segnalazione

Hai una segnalazione da fare o una buona storia da condividere con la nostra redazione e con i nostri lettori? Segnalaci subito la tua notizia.

Vai alla sezione

Autocertificazione Online

Online moduli di Autocertificazione da compilare e stampare velocemente.

Vai alla sezione

Farmacie di turno a Monopoli

Visualizza i turni delle farmacie di turno.

Le farmacie di turno