Dalla dominazione borbonica ai giorni d’oggi

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Antonella Mesto

Nel 1713, con la pace di Utrecht, alla dominazione spagnola subentrò quella austriaca fino al 1734, quando i Borboni cinsero la corona del Regno di Napoli.
Sotto il governo di Carlo III di Borbone si pose mano alla costruzione dell’attuale Cattedrale barocca, edificata sulle macerie di quella romanica, abbattuta gradualmente durante i lavori.
La città si arricchì inoltre di altri importanti luoghi sacri, tra i quali ricordiamo S. Leonardo, la chiesa del Purgatorio, S. Teresa, S. Francesco nuovo.
Verso la fine del secolo iniziarono i progetti per l’ampliamento della città al di fuori della vecchia cinta muraria. La sua funzione risultava svuotata ormai di ogni ragion d’essere e anzi, veniva considerata un ostacolo alle nuove esigenze demografiche.
Intano le idee illuministe, le speranze liberali e la Rivoluzione Francese facevano il loro corso nello sviluppo di un pensiero nuovo, portato nel meridione con la fondazione napoleonica della Repubblica Partenopea, nel 1799.
La nostra terra partecipò al nuovo fermento con il consenso e l’impegno di molti patrioti tra i quali ricordiamo Francesco Cimino, ucciso dai fedeli borbonici in un agguato, perché sostenitore delle idee repubblicane. Degno di menzione è inoltre, per la rilevanza che ebbe, il patriota Ignazio Ciaia, cittadino della vicina Fasano. Egli divenne membro del primo governo provvisorio e perse la vita in seguito alla restaurazione armata imposta dai Borboni ed ottenuta grazie all’intervento delle truppe sanfediste del Cardinale Ruffo.
 Dopo la restaurazione le idee giacobine continuarono a diffondersi e a prendere forza, nonostante le condanne a morte inflitte a quanti avevano parteggiato per la Repubblica.
Il Regno di Napoli passò quindi alla vecchia monarchia fino al 1806 e, dopo una nuova parentesi francese governata da Gioachino Murat, di nuovo nel 1815 con Ferdinando IV di Borbone che era diventato re delle Due Sicilie e aveva assunto il nome di Ferdinando I.
Le società segrete monopolitane continuavano a riunirsi in nome della sperata libertà.
Il 2 settembre 1860 Monopoli diede il suo primo contributo all’unificazione d’Italia, formando un governo provvisorio con a capo Federico Indelli, Vito Marzolla, Flaminio Valente e Tommaso Palmisani.
Il 21 ottobre dello stesso anno, con un plebiscito svoltosi nella chiesa di S. Francesco d’Assisi i monopolitani votarono l’annessione al Regno d’Italia.
Dopo l’Unità d’Italia arrivò il momento tanto atteso della costruzione del nuovo porto.
La sua inadeguatezza era un problema molto sentito dalla città. Si tentò invano di realizzarlo già nei primi dell’Ottocento, ma i lavori furono avviati solo nel 1868, con la costruzione di un molo che dal castello doveva protendersi in direzione Nord-Ovest a protezione della vecchia Cala Porto e dell’antico Porto Aspro. L’opera venne intitola alla regina Margherita di Savoia. Nel frattempo iniziarono i lavori per colmare la scogliera del vecchio Porto Aspro, chiamata poi banchina solfatara.
Fra mille difficoltà di natura economica, nel 1903 furono avviati anche i lavori della diga di tramontana, completata nel 1922.
Per la ripresa economica e lo sviluppo commerciale della città bisognò aspettare la fine delle due guerre mondiali.
Nel 1971 a largo di Monopoli s’incendiò la nave passeggeri Heleanna, proveniente da Patrasso e diretta ad Ancona. In quell’occasione l’immediato soccorso prestato ai passeggeri, la generosità e il coraggio dimostrati, fecero meritare il riconoscimento, con Decreto del Presidente della Repubblica, di una Medaglia d’Argento al Valore Civile.

 

 

Bibliografia essenziale

DOMENICO CAPITANIO, Il porto scomparso. Monopoli marittima dall’età antica alla moderna, in Monopoli nel suo passato quaderni di storia locale a cura della Biblioteca comunale “Prospero Rendella”, Fasano, 1988, vol. IV.

DOMENICO CAPITANIO, Il sistema difensivo e la Città, in Monopoli nel suo passato quaderni di storia locale a cura della Biblioteca comunale “Prospero Rendella”, Fasano, 1991, vol.V.

MIRANDA CARRIERI, Gli scavi archeologici sotto la Cattedrale di Monopoli: comunicazione preliminare, quaderni di storia locale a cura della Biblioteca comunale “Prospero Rendella”, Fasano, 1986, vol. III.

SEBASTIANO LILLO, Monopoli sintesi storico geografica, Monopoli, 1976.

VINCENZO SAPONARA, Monopoli tra storia e immagini dalla origini ai giorni nostri, Fasano, 1993.

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