Basilica Cattedrale S.S. Madonna della Madia

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Valentina Bufano
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La Cattedrale di Monopoli fu fondata nel 1107 su un suolo già ricco di testimonianze storiche. Fu rifatta completamente nel XVIII secolo e si presenta oggi come una delle più belle Chiese Barocche della Puglia.
La vicenda storica legata al completamento della Basilica è molto interessante ed è parte integrante della fede di ogni monopolitano.
Durante i primi anni del 1100, il vescovo Romualdo con il sostegno del conte normanno Roberto di Wasville, fece cominciare i lavori per edificare una nuova grande Chiesa in stile Romanico.
La tradizione ci rivela che realizzati i muri, i lavori rimasero a lungo bloccati per la mancanza di travi di grandi dimensioni tali da reggere il tetto. Il Vescovo si affidò alla Madonna esortando i cittadini monopolitani alla preghiera. Le preghiere del Vescovo e dei fedeli furono ascoltate e il 16 dicembre del 1117 nel porto di Monopoli approdò su una zattera un’icona bizantina raffigurante la Madonna. Secondo la leggenda (non confermata dalla storiografia), durante la notte fra il 15 e il 16 dicembre, la Madonna apparve in sogno a Mercurio, il sacrestano della Cattedrale, avvisandolo che le travi per completare il tetto erano al porto. Mercurio cercò invano, per ben tre volte, di avvisare il Vescovo che non lo ascoltò. Ma nel cuore della notte gli angeli fecero suonare le campane della città e tutti, clero e cittadini, si riversarono al porto e videro la zattera (madia) e il dipinto della Madonna. Il Vescovo per ben tre volte cercò di prendere il quadro, ma la zattera per tre volte tornò al largo, ricordando i tre tentativi fatti dal povero Mercurio. Solo quando riuscì a capire l’errore commesso (non aveva ascoltato le parole del sacrestano), riuscì ad afferrare il quadro e diede vita alla prima processione della Madonna della Madia. Le travi della zattera furono utilizzate per il completamento della Chiesa.
La rievocazione di quella sera prodigiosa, avviene ogni anno due volte: una, la notte tra il 15 e il 16 dicembre in cui proprio come mille anni fa’ il clero e tutti i fedeli alle cinque del mattino accorrono al porto per assistere all’arrivo della zattera e una seguita, da grandi festeggiamenti, il 14 agosto.
Oggi le travi che trasportarono l’icona sono visibili nella prima cappella nella navata destra della Cattedrale, conservate in una teca di vetro. Solo un frammento è posto all’ingresso della sacrestia.
Nella metà del 1700 si decise di demolire la Chiesa Romanica per edificarne una più grande, l’attuale, la Cattedrale Barocca. La Basilica è caratterizzata dalla sua monumentale facciata, dal suo Sagrato e dall’elegante e imponente campanile. Nel 1786 per proteggere dal vento, il Sagrato fu edificato sulla destra della facciata della Chiesa, un muraglione, opera dell’architetto Giuseppe Palmieri. Sul muraglione furono ricollocate alcune delle statue cinquecentesche della vecchia Chiesa Romanica, insieme alla cella campanaria e all’orologio recuperati di altre strutture.
La Basilica, recentemente restaurata, dona agli occhi una singolare luminosità dovuta anche alla ricca decorazione di marmi policromi. Possiede numerosi e pregevoli dipinti come quelli di Francesco De Mura (XVIII sec.), Palma il Giovane (XVII sec.) e Giovanni Bernardo Lama e Stefano Buono (XVI sec.). Un piccolo museo (Museo della Cattedrale) è stato allestito nella sacrestia dove si conservano alcuni frammenti della decorazione scultorea appartenente alla precedente costruzione romanica, tra cui un pregevole archivolto con 12 testine d’angelo.

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