Sprazzi di natura in città

Lama Belvedere e gli asinelli, un bene da tutelare

Qualcuno ha tentato di ferire a morte gli asinelli che risiedono stabilmente nella Lama Belvedere, ma gli animali sono stati più furbi

Cronaca
Monopoli lunedì 03 settembre 2018
di Ruben Rotundo
Gli asinelli della Lama Belvedere
Gli asinelli della Lama Belvedere © Roberta Amodio

Salviamo gli asinelli, salviamo l’ambiente. Da tempo vive una famiglia di asinelli nella Lama Belvedere. Tempo fa sono stati introdotti nell’unico polmone verde malandato della città. Prima erano in due, poi si sono moltiplicati.

Oggi sono un’attrazione importante per i bambini, e non solo. C’è un sentiero per accedere nella lama, chiuso da un cancello, lungo la strada cittadina, dove i genitori portano i bambini a vedere gli asinelli, gli porgono da mangiare, li accarezzano, la natura che si crea ed evolve. E loro ringraziano. Un piacere per gli occhi e per lo spirito, soprattutto per le nuove generazioni che non hanno mai visto dal vivo queste cose.

Però, c’è sempre un però, a qualcuno non piacciono gli asinelli. È evidente. Altrimenti non avrebbero cercato di dare loro in pasto le bucce dei fichi d’india piene di spine. Ma gli animali, questi animali, non sono stupidi come tante persone, per cui non le hanno mangiate.

Qualche residente in passato si è lamentato dei ragliamenti durante alcune ore della giornata ma poi è finita lì. C’è da dire che ci sono rumori ben più molesti e continuativi nelle città rispetto al verso di un asinello, ma evidentemente questo è un passaggio che è sfuggito a qualcuno. Fortunatamente c’è anche qualche benefattore, amante degli animali, che regolarmente si sincera delle loro condizioni; anche in questo caso, gli asinelli ringraziano di cuore.

C’è un progetto di riqualificazione dell’intera Lama Belvedere, che prevede un netto miglioramento degli spazi ed una maggiore valorizzazione dell’ambiente. In un terreno adiacente sarà realizzata anche una tensostruttura, ma al momento non si conoscono le sorti degli asini e di eventuali altri animali presenti nella lama. Col senno di poi, però, per tutelare meglio l’intera area forse sarebbe stato opportuno confluire nel progetto del Parco del Barsento.

Speriamo che tutta l’area possa essere gestita come un parco urbano, uno spazio dedicato interamente alla natura in città, magari anche recintato, non per tenere gli animali lontani dalle persone ma per evitare che le persone possano nuocere ai legittimi residenti.

Molti non sanno che questi animali prestano un ottimo servizio alla comunità. Tengono pulita la lama dalla vegetazione infestante e concimano naturalmente il terreno. Qualche amministrazione, in Italia ed in Europa, ha rivalutato la presenza degli erbivori in città. Ci sono progetti ecosostenibili, finanziati dalla Comunità Europea, che prevedono l’utilizzo di asini, pecore, buoi, capre, erbivori in generale, per ripulire il verde pubblico dalle erbacce. Ciò che mangiano, ovviamente, poi lo espellono. Il letame prodotto viene utilizzato come fertilizzante, rigorosamente naturale, per le coltivazioni. E la Natura ringrazia. Ma ringrazia anche in nostro portafogli ed il nostro corpo che assume così alimenti più genuini.

Una bell’idea da promuovere e da sviluppare, un ritorno al passato per un futuro migliore.

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