L'intervista

Il primitivo “Storia" 18° dei fratelli Alicino conquista i buyer del Vinitaly

Il vino di punta della Tenuta Montevitolo è la sintesi perfetta del racconto di una famiglia di cantinieri ed esperti in ospitalità

Mondo Imprese
Monopoli venerdì 22 aprile 2022
di Sabino Liso
i Fratelli Alicino
i Fratelli Alicino © AndriaLive

La qualità e il riconoscimento della Tenuta Montevitolo e dei fratelli Alicino continuano ad espandersi, passando anche attraverso il mercato e l’interazione con un mondo tutto nuovo da esplorare.

La crescita di questa tenuta parte da molto lontano. Una storia che vede gli Alicino protagonisti ormai da diverse generazioni e che prosegue nel rinnovamento grazie all’attenzione per le nuove tecnologie, sempre accompagnate dalla passione e dai sacrifici della famiglia e di tutti i collaboratori, la cui manodopera risulta preziosa per il raggiungimento del risultato finale.
Il successo è stato sancito dalla partecipazione alla 54esima edizione del Vinitaly, tenutasi a Verona tra il 10 e il 13 aprile e che ha rappresentato un punto di svolta per la cantina. Maria Giulia Alicino, nuova leva della famiglia e reduce dalla trionfante esperienza alla fiera, ha mostrato il suo entusiasmo per il grande risultato: «Vinitaly è stato un grande passo nel nostro percorso di crescita come cantina. C’è stato un riscontro molto positivo rispetto ai nostri vini e molta richiesta soprattutto rispetto ai rossi, primitivi e Nero di Troia. Abbiamo ricevuto apprezzamenti anche dai buyer internazionali, con complimenti da Vietnam e dalla Corea del Sud. Tutto il mondo sta focalizzando l’interesse sulla Puglia che torna in auge per la vinificazione. Siamo fieri ed entusiasti per questo grande passo verso la nostra terra, per le persone che la popolano e per i frutti che produce».

Uno dei segreti delle qualità dei prodotti è sicuramente rappresentato dalle persone che ci lavorano, con idee sempre nuove e attente alle esigenze del mercato, senza mai rinunciare alla qualità e alla firma della famiglia. Tra le novità presentate al Vinitaly ce n’è stata una che ha suscitato particolare ammirazione: il primitivo “Storia”. Giuseppe Capurso, enologo consulente della cantina fratelli Alicino, ne ha raccontato gli aspetti unici: «Sentivamo l’esigenza di creare un prodotto che destasse scalpore. Il risultato è stata la produzione di un primitivo passito in pianta che ha raggiunto i 18 gradi di gradazione alcolica». Il successo è stato grande, come grande è stata la curiosità al Vinitaly, nella prima presentazione dei prodotti dell’azienda al pubblico. «”Storia” è sicuramente il prodotto di punta della Tenuta Montevitolo. Anche con questo nuovo vino puntiamo a conquistare nuovi mercati esteri e contribuire cosi al rilancio dell’enologia di qualità che parte dalla nostra cara e calda Puglia» commenta l’enologo.

La Tenuta Montevitolo è ormai una realtà consolidata nel panorama della ricezione e accoglienza turistica internazionale. Questo trend si sta riscontrando anche nel lavoro costante e continuo di “cantinieri”: la famiglia Alicino lo è da diverse generazioni. Uno dei primi capitoli del libro di famiglia rimanda infatti alla fine del 1800 quando gli Alicino aprirono punti vendita a Padova. Oggi la storia di famiglia scrive un ulteriore capitolo in cui emergono in maniera eccelsa l'attitudine all’ospitalità di qualità e alla vinificazione tecnologica eseguita con sapienza e passione, attraverso una filiera controllata ed un processo di lavorazione interno.

La filosofia e la forza di Montevitolo è racchiusa in quella storia di famiglia che oggi annovera tante altre professionalità, memori del fatto che la condivisione è una delle chiavi del successo della tenuta: «Abbiamo sempre creduto nel valore dei nostri progetti, e grazie alla partecipazione a Vinitaly tanti dei nostri prodotti sono stati riconosciuti come “eccellenti” – commenta Leonardo Alicino - . È importante però ricordare che dietro questo piccolo grande traguardo non c’è solo la mia famiglia ma tanti operatori e risorse umane che hanno collaborato al successo dei nostri prodotti».

Noi della redazione abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnati dai quattro fratelli Alicino (fil rouge tra la vecchia e la nuova generazione) e i loro figli e nipoti, in un tour guidato in barricaia, per le stanze della tenuta, nella chiesetta ivi presente, tra gli alberi di ulivo e sul cantiere di una nuova struttura adiacente (ancora top secret, ndr): siamo testimoni di questa storia di famiglia che continua a scrivere capitoli sempre più ricchi di traguardi, parte di un libro destinato a diventare un best-seller. E se è vero ciò che dicono, cioè che il vino migliora invecchiando, la storia degli Alicino promette bene.

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