Tappo ti stappo e...?

Non di solo sughero vive il vino. Il tappo, questo sconosciuto

Eustachio Cazzorla #eustowine / il gusto a 360°
Monopoli - venerdì 06 febbraio 2015
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Da oggi inauguriamo una nuova rubrica che ha per oggetto tutto quanto è buono e di qualità. Un viaggio con testi, foto e video nel mondo dei prodotti della terra, del vino, birra, olio anche in ristoranti e strutture di accoglienza del nostro territorio. Il profumo del vino, la puzza del tappo. Se di sughero e non in ordine. E così il vino sa di tapppo, se umido oltre modo, e nel caso di vini bianchi con venature verdastre. Per l’odore tipico del quotidiano ammuffito, cane bagnato o cantina umida, acido fenico il responsabile è una sola molecola. Il TCA, ossia il tricloroanisolo. È il prodotto del metabolismo secondario di un un fungo, l'Armillaria mellea, parassita della quercia da sughero. Un inconveniente tipico di tappi di bassa qualità o non sterilizzati a dovere con giuste dosi di acqua ossigenata. Ma attenzione a non confondere il sentore legnoso di vini barricati con quello del sughero ammuffito.

Oltre ai tappi di sughero esistono i tappi sintetici, i tappi a vite o corona, a strappo e tappi di vetro. Ultimamente sono sempre più numerose le varietà di tappi da vino presenti sul mercato. Si cerca di utilizzare materiali che resistano alle muffe e al deterioramento preservando il vino da sgraditi "odori".

Queste varietà di tappi da vino però sono strettamente collegate al tipo di bottiglia di vino che si intende "chiudere". Infatti per alcune tipologie di vino, per quei vini che richiedono affinamento in bottiglia, quindi spesso vini di prestigio, non si possono utilizzare tappi sintetici o di altro materiale, se non il classico tappo di sughero, meglio se monopezzo. Tappi sintetici Si stanno sempre più affermando, in particolare per i vini giovani bianchi, per i rosati, i vini novelli e i rossi di pronta beva, i moderni tappi sintetici, detti tappi in silicone, realizzati con materiali termoplastici. Sono tappi inattaccabili dal vino, sono atossici, sterilizzabili, solidi (non si sgretolano come quelli in sughero) e non sono soggetti a muffe. I tappi sintetici riescono a preservare le caratteristiche organolettiche del vino proprio perché sono impermeabili all'ossigeno e all'anidride solforosa che, non disperdendosi nel tempo, può anche essere aggiunta in quantità minore al momento dell'imbottigliamento. I tappi sintetici sono adatti per tutti i vini che hanno un profilo aromatico o delle doti di freschezza che si vogliono mantenere integre.

Questo tappo non è indicato per i vini che richiedono affinamento in bottiglia in quanto non consentono il lento scambio di aria che in genere avviene con il tappo in sughero. Negli ultimi anni si sta cercando di fare dei tappi sintetici con micro fori che permettono l'ossigenazione del vino. Tappi a vite e a corona Ultimamente sia i tappi a vite che a corona sono oggetto di riscoperta per le perfette condizioni di tenuta che assicurano, ma soffrono di un'immagine poco gradita e spesso legata a vini di scarsa qualità.

In genere sono usati nelle bottiglie piccole e stanno crescendo molto sul mercato inglese e statunitense. Tappi di vetro I moderni tappi di vetro sono l'ultima novità sul mercato. Utilizzati in genere per vini particolari, ma spesso non presentano alcun vantaggio rispetto agli altri, anche perché una quantità di materiale sintetico è comunque presente, ma sono soltanto legati alla moda. Tappi a strappo I tappi a strappo sono in genere riservati ai vini molto commerciali. Per rivestire l'interno di questi tappi si usano spesso capsule di stagnola, alluminio o plastica.

Info: 328.5459686 – eusto.puglia@tiscali.it – www.eusto.it

 

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